16/11/2019 - 18/01/2020

SANDRO MARTINI | CASES

La PoliArt Contemporary è lieta di annunciare CASES, prima mostra assoluta dedicata all’ultimo ciclo creativo di Sandro Martini. Sono ventotto opere tridimensionali da parete e altrettante tecniche miste su carta: progetti preparatori, in cui è possibile seguire un inedito processo creativo in cui si fondono spazio mentale e spazio reale.


La ricerca dell’artista, abituato a un incessante attraversamento dimensionale, dalla superficie, all’oggetto, sino alla spazialità installativa, trova nelle Cases un’intima convergenza: sono scatole di plexiglas appese alla parete, attraverso le quali lo spazio si apre progressivamente in ogni direzione. Ciò che in altre opere del maestro, come nei celebri Cage (verticali parallelepipedi trasparenti appoggiati a terra), restava interno al volume, come nella conservazione di spazi scoperti in misurate installazioni, ora sfugge secondo linee di fuga impreviste. Il precedente è senz’altro l’Armata di Lepanto, un gruppo ristretto di opere d’appoggio, che innalzava lame di vetro, tele e spaghi come contrappunti di vele. Ora, nelle Cases aggettanti dalle pareti, le tele dipinte, i vetri incisi e i cavi, si protendono nella sorpresa di spazi e piani molteplici, ulteriori, improvvisi, come negli schizzi su carta, le cui indefinite­ prospettive scheggiano la percezione lungo direttrici impreviste. L’incessante ricerca su carta, del resto, è il fondamento di ogni opera di Sandro Martini: un foglio dopo l’altro, carta su carta, tra segni, graffi, collage e misurate macchie di colore, già ci s’imbatte in multiversi profondissimi o affioranti, eppure in una sacrale persistenza dei fogli, della carta. Poi “comincia la battaglia”, come chiosa l’artista: l’intimo processo di creazione, l’iter stabilito, meticolosamente pianificato in ogni atto, in cui Martini, artefice e esecutore, quasi può riguardarsi stupito nel sapere delle mani.


Ecco che le Cases, esposte negli spazi della galleria milanese, si mostrano come teatri provvisori: dai bianchi fondali appesi alle pareti, talvolta si protendono piani irregolari e aggettanti, vetri obliqui e incisi, inchiostrati di nero, luci e ombre multiformi come sguardi intravisti, brani colorati o bianchi di tela o carta e poi fili di spago, che tengono o si lasciano verso luoghi promessi o già perduti.


 


La mostra è corredata di un catalogo con tutte le opere pubblicate che sarà presentato al finissage sabato 18 gennaio dalle ore 18.


Al venissage sarà presentato un evento musicale di Paola Samoggia dedicato a Martini.


 


 


 


 


Sandro Martini, livornese di nascita e milanese di adozione, notissimo oltreoceano (negli USA e in Canada), ha un importante curriculum internazionale, con esposizioni in importanti sedi istituzionali come, tra le moltissime altre, il Museo del Castello (1981), il PAC (1993) e la Galleria Vittorio Emanuele (1999) a Milano. Del 2015 è la mostra alla Casa De Mantegna. Alla PoliArt Contemporary Martini ha esposto nel 2005, nel 2016 e nel 2017. Nel 2017 è uscito il Catalogo Ragionato a cura di Luigi Sansone.


 


Tra gli altri, hanno scritto di Sandro Martini:


Francesca Alinovi, Renato Barilli, Pietro Bellasi, Dino Buzzati, Flavio Caroli, Leonardo Conti, Maurizio Fagiolo, Vittorio Fagone, Franco Fortini, Raffaele De Grada, Mario De Micheli, Filiberto Menna, Italo Mussa, Sergio Pajola, Roberto Sanesi, Roberto Tabozzi, Tommaso Trini, Arturo Carlo Quintavalle, Franco Russoli, Luigi Sansone, Marco Valsecchi, Miklos Varga, Nathalie Vernizzi, Marisa Vescovo.


 


 

GALLERIA POLIART CONTEMPORARY