04/11/2026 - 15/01/2027
DI NOTTE, ANCORA
La notte è il luogo in cui possiamo finalmente essere qualcun altro, oppure smettere per qualche ora di esserlo. È il territorio dei sogni, ma anche quello dei mostri.
Camilla Prini Gallery ne esplora l’universo con DI NOTTE, ANCORA, la doppia personale che dal 4 novembre 2026 riunisce nella sede di Brera le opere di Frances Goodman e Giotto Riva. Le due ricerche sono profondamente diverse per origine, linguaggio e materiali, ma trovano nella fascinazione per il buio un terreno comune.
Appena smettiamo di considerarla un semplice intervallo fra due giornate, la notte si rivela come un tempo autonomo, con le sue regole, i suoi abitanti, i suoi rituali. Quiete e inquietudine, intimità e spettacolo, anonimato e desiderio di essere visti: è in questo spazio sospeso che si incontrano i due artisti.
Giotto Riva (Milano, 1998) si è formato alla Barcelona Academy of Art ed è tra i giovani artisti selezionati per il 25° Premio Cairo. Ha costruito un linguaggio figurativo che guarda al Realismo ottocentesco, alla Scapigliatura e alla grande tradizione della pittura europea, e lo usa per raccontare una contemporaneità fatta di solitudini, incontri e attese. Non sorprende che la notte ricorra con tanta forza nella sua ricerca: nell’oscurità la figura non scompare, ma emerge. Una luce artificiale isola un volto, trasforma una strada in un palcoscenico, rende teatrale un gesto quotidiano. La pittura diventa così un modo per fermare ciò che normalmente passa inosservato.
Frances Goodman (Johannesburg, 1975), formatasi al Goldsmiths College di Londra, arriva alla notte da un territorio apparentemente distante, quello della bellezza e della costruzione dell’identità. Paillettes, unghie acriliche, perle finte e ricami diventano nelle sue mani superfici seducenti e al tempo stesso perturbanti. Le grandi bocche ricamate di Pink Poison e Sumptuous Smooch, il motto Fake it till you make it scritto con strass e bigiotteria, il neon di Spit / Swallow danno forma al doppio volto dell’ornamento femminile. È una disciplina imposta, una gabbia scintillante fatta di aspettative e sguardi altrui. Ma è anche un travestimento scelto, un modo per prendersi la scena.
Il titolo della mostra, che conclude il testo di Giacomo Nicolella Maschietti — giornalista, docente, esperto di mercato dell’arte e direttore di Collezione da Tiffany — suona al tempo stesso come una constatazione e un invito.
Riva osserva ciò che accade quando la luce si abbassa e la realtà diventa più intima. Goodman indaga ciò che accade quando il corpo diventa immagine e la superficie diventa identità. In entrambi i casi, ciò che appare non coincide mai completamente con ciò che è.
In un’epoca in cui gli schermi ci permettono di essere ovunque senza uscire di casa, la notte è un territorio da riconquistare: il luogo dell’incontro inatteso. Per questo vale ancora la pena uscire e restare svegli. Di notte, ancora.