GALLERIA MILANO

Nel 1928 il critico d'Arte e editore Enrico Somarè aprì la Galleria Milano. Nei dieci anni di vita della Galleria Milano, chiusa poco prima della Seconda Guerra Mondiale, Somarè espose Casorati, Wildt, Eleonor Fini, Sironi, Tosi, Tozzi, Manzù, Carrà e così via.

 

I figli di Enrico Somaré, entrambi pittori, nel 1964 riaprirono la Galleria Milano. A partire dal 1965 subentra Carla Pellegrini Rocca che la dirige e che ne è tuttora la titolare.

 

Nel corso degli anni sono state allestite più di 300 mostre di artisti e movimenti dell'avanguardia storica e contemporanea internazionale. Dato il carattere specificamente propositivo della Galleria, un'attenzione particolare è rivolta agli aspetti dell'arte moderna e contemporanea meno noti al pubblico italiano, di cui diamo alcuni esempi. Nella primavera del 1966 fu presentata una rassegna della Pop Art Inglese, nel 1969 "lrritarte" (Otto Muehl, Kudo ecc.) a cura di Lea Vergine, nel 1971 e nel 1972 due mostre su Il mondo della Non - Oggettività", vale a dire i vari aspetti dell'Astrazione dal 1924 al 1955. Nel 1974 "Mitologie Individuali" presentava un gruppo di giovani artisti tedeschi, come Baselitz, Polke, Palermo, Penk, Beuys, Darbhoven ecc. che divennero in seguito protagonisti. Sempre nel 1974 Edward Rucha e altri artisti della West Coast e un allestimento di Fred Sandback. Nel 1976 il movimento "Dada" in collaborazione con Arturo Schwarz. Nel 1980 "Fontana e l'Architettura". Nel 1984 Shiraga e il Gruppo Gutai. Nel 1995 Pino Pascali: "L'arte e il gioco nella pubblicità" e il "Realismo Sociale nella Germania degli Anni 20". Nel 1996 "La fotografia fra le due Guerre"", nel 1998 ""Ballet Russe"" e nel 2001 ""La geografia degli artisti"". Nel 2002 prima mostra in Italia di Alexander Brodsky.Nel 2009 "Setteinglesi a Milano" (Stephen Buckley, Bernard Cohen, Harold Cohen, Barry Flanagan, John Hoyland, Richard Smith, William Tucker). Nel 2014 la prima personale di Carl Grossberg in Italia.

 

Il lavoro di ricerca è rivolto anche alle mostre a tema che invitano il visitatore ad una lettura più attenta sul modo di fare arte. Tra queste, realizzate nel corso degli anni, vanno citate "Opera ricerca e documento", "Il contesto Dannunziano", "Decostruzione del Quotidiano" e "L'avanguardia in Ungheria, 1919-1924", ""Riflessioni sugli effetti delle guerre" (da Goya a oggi), "Tuttolibri" di Lea Vergine, "Chi ha ancora paura del caso?".

 

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