10/04/2021 - 15/05/2021

Lilla Tabasso | Atarassia

10 aprile | 15 maggio, 2021
martedì | sabato
10 | 19

Prendendo spunto dal poema didascalico De Rerum Natura (La natura delle cose, I sec. a.C.) di Tito Lucrezio Caro, Lilla Tabasso presenta i suoi nuovi lavori realizzati tra il 2019 e il 2021.


 


“[…] E dunque non completamente periscono tutte le cose che vediamo,
poiché cosa da cosa alimenta Natura, né alcun
oggetto permette che nasca, se non aiutato da morte d’un altro.”
(Lucrezio, De Rerum Natura, Libro I, vv. 262-264)


Nel De Rerum Natura, l’autore latino Lucrezio si fa portavoce della dottrina epicurea, assumendo il compito di fornire agli uomini gli strumenti per liberarsi da passioni e sofferenze che offuscano la serenità terrena, sino al raggiungimento dell'Atarassia: perfetta pace dell'anima.
Questa condizione, auspicata da Lucrezio, è estremamente presente nel lavoro di Lilla Tabasso e di conseguenza, costituisce il fil rouge per questa sua prima mostra personale in galleria.


 L’artista persegue l’obiettivo dell’Atarassia non per sottrazione, rifuggendo la sofferenza insita alla fragile e peritura condizione umana, bensì per addizione: agapanthus opachi e avvizziti, cesti di fiori turgidi, desiderosi di mostrare tutta la loro freschezza fragrante; tulipani cadenti e bruniti, carnose peonie fiorite; una cascata di fiori di ciliegio su cui riposa un passero spirato, e muretti di cemento da cui la forza della Natura fa sbocciare, ostinati e resistenti, dei gracili steli di muscari.


Decadenza e splendore, autunno e primavera, ombra e luce, morte e vita, gli uni legati agli altri in un ciclo infinito. In perfetto stile Mono no aware – il concetto estetico giapponese per cui si tende a percepire una sensazione nostalgica nella fugace e passeggera bellezza della natura e della vita umana –, le composizioni floreali iperrealistiche di Lilla Tabasso mettono in luce tutte le contraddizioni, le imperfezioni e le paure dell'essere umano, enfatizzate e allo stesso tempo annientate nella creazione di elementi di equilibro positivi, ideati per ogni singola composizione.


Si viene a formare così un armonioso bilanciamento, dove il raggiungimento dell’Atarassia è incarnato in creazioni delicate ed effimere, plasmate nel vetro – simbolo di fragilità per antonomasia.


“[…] Questo terrore dell’anima, dunque, queste tenebre, occorre che
non raggi di sole, né fulgide frecce del giorno
le dissolvano, ma esame di Natura, e dottrina su questa.”
(Lucrezio, De Rerum Natura, Libro II, Proemio, vv. 59-61)


Lucrezio afferma che solo un esame attento della Natura, dei suoi fenomeni e manifestazioni, garantisce all'uomo la libertà dalle pene terrene.


E così fa Lilla Tabasso: partendo dalla bruciante esigenza di concentrare la sua mente e le sue mani su un ambito di Natura – derivante anche dagli studi condotti in biologia –, l’artista attua una personale osservazione del mondo floreale, nelle sue innumerevoli e mutevoli forme.


Cresciuta in una famiglia di antiquari, appena terminati gli studi l’artista milanese si dedica con passione alla lavorazione del vetro, pur non avendo alcuna familiarità con questa specifica arte. Irrimediabilmente attratta dalla materia vitrea, decide infatti di dedicarvisi lavorando prima con le conterie1., successivamente scoprendo l'antica e nobile arte della lavorazione a lume. Si tratta di una tecnica di lavorazione che usa canne di vetro colorato prodotte in fornace a Murano, fuse a fiamma viva e amalgamate in modo da ottenere il colore prescelto, quindi modellate a caldo con pinze, cesoie, piccole canne da soffio.
Guardando agli straordinari manufatti in vetro dei grandi Maestri boemi dell’Ottocento, come Leopold e Rudolf Blaschka, alla Tabasso sono occorsi più di dieci anni per acquisire l’attuale capacità esecutiva.


Al riguardo, ci permettiamo di notare che durante questo lungo, intenso ed estremamente prolifico processo, portato avanti in solitudine nel suo studio di Milano, l’artista non riesce a ricevere aiuto alcuno da parte dei bravissimi Maestri a lume muranesi: forse perché troppo giovane, donna, e non veneziana?


Al contrario, grazie al fruttuoso rapporto con la galleria veneziana di Caterina Tognon iniziato nel 2017, Lilla ha sviluppato sempre meglio un personale fare creativo, mostrando con le proprie opere un animo sensibile e un carattere estremamente melanconico, pessimista ma senza esasperazioni, ombroso ma pur sempre mitigato da forti sprazzi di luminosità.


1. Conterie: perle di vetro di diversa grandezza e di svariati colori, che si ottengono da canne di vetro e utilizzate ad uso di monili, fiori, frange, lumiere, ricami, passamanerie e simili.


 


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